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marzo 2017

Valsabbina, gli azionisti delusi in campo per l’assemblea

in Banche/Economia/Eventi/Valsabbina by

Si è tenuta giovedì sera la riunione del Comitato Soci Banca Valsabbina dedicata alla prossima Assemblea soci di approvazione del bilancio 2016 in cui verranno rinnovati anche tre degli attuali consiglieri di amministrazione (presidente compreso). Un appuntamento per cui i vertici della Banca non hanno ancora comunicato la data di convocazione

Nell’occasione, di fronte a un centinaio di azionisti, l’avvocato Giorgio Paris (uno dei fondatori del comitato) ha presentato le iniziative promosse dal gruppo di risparmiatori, le lettere di richiesta di chiarimenti – sia sulla gestione che sulla convocazione dell’assemblea – e gli accessi agli atti effettuati, evidenziando “il muro di gomma opposto dagli organi societari”. “Ancora una volta”, attacca il Comitato in una nota, “la conclamata importanza dei soci in una banca che si vuole definire ‘popolare’ si infrange sugli scogli della autoreferenzialità del gruppo di comando”.

Di fronte a questa situazione la quasi unanimità dei presenti (peraltro il Comitato ritiene “particolarmente significativa la presenza di tre soci ‘entusiasti’ della banca) ha accolto con calore la proposta di formalizzazione di tre candidati per il prossimo rinnovo del Consiglio.
Si tratta di Aurelio Bizioli, commercialista valsabbino che opera anche come amministratore di società pubbliche e private in tutta la provincia di Brescia, di Alberto Campana, ex manager di UnipolBanca ed ex-direttore generale di Credito Lombardo Veneto, e di Francesca Uggeri, avvocato salodiano attivo nel settore del contenzioso societario e commerciale con una particolare attenzione (in qualità di amministratore di sostegno) alle necessità delle persone in situazione di fragilità socio-economica.

Al termine della serata è quindi iniziata la raccolta di firme per la presentazione delle candidature in una situazione di estrema difficoltà, ha spiegato l’avv. Paris, in quanto “la direzione bancaria non ha comunicato né la data di convocazione dell’Assemblea (termine da cui decorrono i 15 giorni per la presentazione) né ha delegato, come previsto dal regolamento assembleare e richiesto dal Comitato, i direttori di filiale quali soggetti autorizzati a “certificare” la sottoscrizione delle candidature da parte dei soci”.

I tre candidati sono poi intervenuti spiegando ai presenti le ragioni della loro proposta che, senza voler assumere toni di rottura, è invece finalizzata alla salvaguardia ed allo sviluppo della banca. Così Campana ha presentato sinteticamente le proposte di sviluppo del modello bancario, Uggeri ha tratteggiato le proposte di modifica dello Statuto finalizzate a ricreare il giusto equilibrio fra i soci e gli organi societari (oggi incredibilmente a favore del gruppo dirigente) mentre Bizioli ha espresso alcune valutazioni sui risultati economici del bilancio 2016.

Bilancio “ancora sconosciuto ai soci di cui si conoscono solo le notizie filtrate tramite i giornali provinciali”: un risultato positivo di 4 milioni di euro, dimezzato quindi rispetto al 2015, su cui pesa “l’incognita di un contributo straordinario per 17,5 milioni che dalle informazioni acquisite risulta incluso nell’utile 2016”. Il Comitato ha quindi avviato un percorso di incontro e preparazione della prossima Assemblea in cui tutti i soci, e sono più di 40 mila, potranno ragionare sulla situazione creatasi in questi ultimi 12 mesi.

“E’ difficile comprendere l’entusiasmo della banca”, sottolinea il Comitato (forse riferendosi anche alla nota in cui la banca ha annunciato l’apertura di un nuovo sportello a Milano), “per una gestione societaria che ha visto l’azione (che di fatto è stata gestita per anni come un titolo di risparmio in assenza di una quotazione sui mercati regolamentati) che è passata dai 23,00 euro dell’anno 2011 (l’anno del famoso aumento di capitale sociale oggetto di verifica da parte del Comitato e di altre autorità preposte) alla quotazione di fine marzo pari a 5.90 euro”.

(fonte bsnews.it)

I giovani di Confartigianato in visita a Bruxelles

in Associazioni di categoria/Confartigianato/Economia/Evidenza/Export by

Il Gruppo Giovani Imprenditori di Confartigianato Imprese Brescia è in visita studio a Bruxelles, città sede del Parlamento Europeo. Obiettivo di questa iniziativa è visitare gli organismi dell’Unione Europea che si occupano specificatamente delle tematiche delle Piccole e Medie Imprese, meglio norme e regolamenti, incentivare opportunità di lavoro che possano inserirsi nelle politiche dell’UE ed essere un importante fattore per l’economia delle piccole e medie imprese italiane. Una tre giorni ricca di appuntamenti: dopo la visita al Parlamento Europeo guidati dall’On. Patrizia Toia, la visita al Comitato Economico e Sociale Europeo, poi presso l’ufficio di Confartigianato Imprese a Bruxelles e l’incontro con la delegazione di Regione Lombardia e di Unioncamere per conoscerne funzionamento e attività. Un viaggio studio per discutere del sistema di rappresentanza delle imprese in Europa, finanziamenti europei diretti, programma Horizon 2020, sinergie tra Fondi strutturali e altri strumenti per le politiche sull’innovazione dell’Ue. Perché l’UE è impresa: 23 milioni le PMI in Europa, 75 milioni di posti di lavoro, il 99% delle imprese europee, il 58% del fatturato, 2/3 del PIL Europeo.

Autobus, Saia e Sia si fondono. Ecco cosa cambia per i passeggeri

in Aziende/Economia/Sia-Saia/Trasporti by
Autobus

Arriva Italia – società italiana controllata dalla tedesca Deutsche Bahn, uno dei leader mondiali nei servizi di trasporto passeggeri – ha avviato, in linea col piano strategico del Gruppo, un progetto di razionalizzazione e riorganizzazione delle controllate, che avrà finalità legate all’ottimizzazione dei principali processi gestionali e produttivi.

Il piano prevede la fusione per incorporazione della lecchese Sal in S.A.B. Autoservizi e dell’azienda bresciana SAIA che confluirà in SIA. La nuova struttura, come già illustrato ai diversi stakeholder coinvolti, consente una più razionale organizzazione aziendale con le conseguenti ricadute positive sulla qualità del servizio offerto, fermo restando gli attuali livelli occupazionali e salvaguardando le professionalità acquisite.

L’utente dei mezzi pubblici del Gruppo Arriva potrà contare su un servizio che punta a essere ancora più efficiente, moderno e integrato: obiettivo principale e intento dichiarato delle Aziende è, infatti, quello di ridistribuire in maniera più efficiente le risorse dedicate e conseguire maggiori livelli di competitività, conferendo all’organizzazione aziendale elementi di maggiore produttività e di miglioramento del servizio.

È un progetto – dichiara Angelo Costa, Amministratore Delegato Arriva Italia – molto importante per il nostro Gruppo, che ci consente di investire sul territorio, in massima sinergia con Enti e Istituzioni, al fine di soddisfare una domanda di mobilità sempre più articolata e complessa, nel pieno rispetto della qualità di lavoro dei nostri colleghi, principale risorsa del Gruppo.”

Per la guida delle due società, vengono confermati gli attuali Amministratori Delegati: Valentina Astori per S.A.B. Autoservizi – che, post fusione con la SAL, diventa una società con oltre 440 dipendenti, 440 mezzi, per oltre 15,5 milioni km prodotti – e Luca Delbarba per SIA, che grazie alla fusione con SAIA, conta 562 dipendenti, 500 autobus e 20,02 milioni km prodotti.

I NUOVI BIGLIETTI

Il nuovo biglietto Saia e Sia, in vigore da aprile
Il nuovo biglietto Saia e Sia, in vigore da aprile
Il nuovo biglietto Saia e Sia, in vigore da aprile
Il nuovo biglietto Saia e Sia, in vigore da aprile

Per gli utilizzatori dei servizi l’operazione di fusione non comporterà alcun onere aggiuntivo né modifiche nelle abituali modalità di impiego dei titoli di viaggio.

Dal giorno 1 aprile 2017 i clienti SAIA potranno continuare a rivolgersi alle consuete rivendite presenti sul territorio al fine dell’acquisto di biglietti ed abbonamenti.

Le tessere di riconoscimento per il rilascio degli abbonamenti ordinari e per studenti, nonché le tessere degli abbonamenti annuali, continueranno ad essere utilizzabili fino alla scadenza indicata sul documento.

In generale, i titoli di viaggio di SAIA TRASPORTI Spa, in disponibilità delle rivendite alla data del 31 marzo 2017, potranno essere posti in vendita anche dopo la suddetta data, mantenendo la propria validità a tutti gli effetti per l’utilizzo dei servizi di trasporto provinciali fino al 31 dicembre 2017. Entro tale data, sarà cura di SIA provvedere a rendere disponibili gradualmente presso i punti vendita i nuovi titoli di viaggio recanti il logo unificato SIA.

Sivieri (Apindustria): ora serve una politica che prenda decisioni

in Api/Associazioni di categoria/Douglas Sivieri/Economia/Personaggi by
Douglas Siveri presidente Apindustria

Una politica ferma che, ancora una volta, non aiuta gli imprenditori. Il presidente di Apindustria Brescia Douglas Sivieri ribadisce l’importanza di prendere decisioni precise in questo momento storico ed economico. “Gli imprenditori, per natura, sono molto ottimisti – commenta in una nota – : se così non fosse tante imprese non sarebbero nemmeno nate. Ottimisti sì, ma non incoscienti, ed è per questo che da tempo ribadiamo l’importanza di decisioni importanti per il sistema Paese. Che purtroppo non arrivano, né per sostanza né tanto meno per la celerità che invece servirebbe”.

“Oggi è una giornata importante – continua Sivieri -: la Gran Bretagna ha infatti dato formalmente il via al processo di separazione dall’Unione Europea. È la prima volta che accade nella non lunga storia dell’Unione e non sappiamo quali saranno le conseguenze e gli esiti di questa decisione. A oggi possiamo solo dire che in Gran Bretagna il disastro annunciato lo scorso anno sul rischio Brexit non c’è ancora stato. Più facile per loro, certo, che hanno la sterlina e non sono dentro l’euro (che, a scanso di equivoci, non è una porta girevole). Resta che il mondo si muove, dentro e fuori (soprattutto) dall’Europa. Eppure sembriamo non accorgercene. Nei giorni scorsi a Roma si sono tenute le celebrazioni per il sessantesimo dei Trattati di Roma: tanta diplomazia, tanti richiami ai valori dell’Europa, un documento che è stato soprattutto una grande prova di equilibrio o, meglio, di equilibrismo.
I nodi sono ancora tutti lì e qui veniamo all’Italia, che oltre ai nodi europei ne ha anche fin troppi di suoi. Il Paese continua ad andare a bassa velocità, al punto da sembrare immobile. Non mi riferisco tanto alle variazioni congiunturali di fatturato e ordinativi delle imprese (in calo a gennaio, secondo le ultime rilevazioni fatte dall’Istat proprio ieri), quanto piuttosto al senso di immobilismo che si continua a percepire. A distanza di quattro mesi dal referendum costituzionale non c’è ancora uno straccio di legge elettorale che ci possa consentire di andare al voto. E, peggio, la politica è impallata, terrorizzata da 3,4 miliardi di manovra correttiva da fare in un contesto nel quale il debito pubblico è superiore al 130% del Pil, intorno ai 2.200 miliardi di euro. Che accadrà fra pochi mesi, quando le manovre sui conti pubblici dovranno essere di ben altra portata?

Abbiamo bisogno di investimenti – ricorda Sivieri -, abbiamo bisogno di sostegno, abbiamo bisogno di un Governo che decida cosa, quanto e dove tagliare e dove, al contempo, investire. Abbiamo bisogno di una politica fiscale diversa, che sia meno soffocante per imprese e lavoratori. Abbiamo bisogno di una politica industriale, che non può limitarsi (con tutti i se e i ma del caso) agli incentivi per l’industria 4.0. Abbiamo bisogno, in una parola, di una visione di insieme. Sarebbe quella che ci permetterebbe di vivere con minor ansia le piccole variazioni col segno meno e di ascoltare con minor invidia il console onorario canadese quando, la scorsa settimana a palazzo Loggia, ci ha spiegato quanto sia facile fare gli imprenditori da quelle parti, dalla burocrazia (cinque giorni per aprire una società) alle tasse.

Ecco, senza sperare di diventare il Canada – fosse anche solo per ragioni climatiche – vorremmo una politica che prenda delle decisioni. Che si sporchi le mani, che non urli solo al disagio ma lo guardi davvero e proponga e realizzi soluzioni. Lo chiediamo noi imprenditori, quelli che vanno bene e ancor più quelli che hanno i conti traballanti, non pochi purtroppo questi ultimi. E, credo, lo chiedono anche i disoccupati bresciani (l’8,6% dicono le ultime statistiche), soprattutto i giovani. Mai come oggi le sorti di imprese e lavoratori sono comuni. Per questo vorremmo una politica più responsabile, più attenta ai bisogni di imprese e lavoratori, meno concentrata su se stessa. Dobbiamo essere ottimisti, ma non vogliamo essere smentiti”.

Leali steel, niente concordato. C’è il rischio fallimento

in Acciaio/Crisi/Economia/Valcamonica/Zone by

Rischio fallimento per la Leali Steel dopo che il giudice del tribunale di Trento ha deliberato l’impraticabilità della strada del concordato. Ora, dunque – secondo quanto riferito dal quotidiano Bresciaoggi – l’azienda torna “in bonis”. Ma uno qualsiasi dei creditori può presentare istanza di fallimento. Un’ipotesi drammatica per gli oltre 230 dipendenti dell’azienda, di cui 132 nello stabilimento di Odolo. Tra l’azienda e il fallimento ci sono comunque i tre interessamenti arrivati ad oggi, quelli di Acciaierie Venete (43 milioni), Ori Martin (39 milioni, vincolati all’acquisto diretto del laminatoio di Odolo) e MoSteel (2,5 milioni per il solo stabilimento di Borgo Val Sugana).

Crac Medeghini, il pm chiede 34 anni di carcere

in Agricoltura e allevamento/Alimentare/Economia/Evidenza/Guardia di Finanza/Indagini Inchieste Processi by

E’ di 34 anni di carcere complessivi la richiesta del pubblico ministero del Tribunale di Brescia per gli imputati del processo per il fallimento del gruppo caseario bresciano Medeghini, avvenuto nel 2009. Un buco che – secondo la pubblica accusa – non sarebbe stato compiuto nel corretto esercizio delle funzioni amministrative dell’azienda. Da qui la richiesta di 10 anni di carcere per  Arturo e Giovanni Medeghini, di otto per Severino Medeghini e di tre anni per il braccio destro Mauro Mor. Sul banco degli imputati anche alcini sindaci e revisori che hanno collaborato con l’azienda (la richiesta è di otto mesi). Il processo è stato aggiornato al 2 maggio: salvo intoppi la sentenza sarà il 12 maggio.

La Medeghni dava lavoro a circa 500 dipendenti e fatturava 450 milioni di euro. Le società del gruppo sono state dichiarate fallite dal tribunale di Brescia tra il 2010 e il 2013, dopo un bilancio in rosso del 2009 da 106 milioni di euro. L’accusa è bancarotta fraudolenta patrimoniale e preferenziale.

INNOVATION CLUB/9. Strategie d’impresa, gestire al meglio il processo di acquisto dei clienti

in Economia/Formazione/Partner by
Mattia Macellari

Intervistiamo oggi Mattia Macellari 37 anni, laureato in economia e commercio, amministratore delegato di RunnerTech srl, azienda del gruppo C.A.T.A. Informatica per capire in che modo si stanno trasformando i processi collaborativi delle aziende italiane e quali strategie devono essere messe in atto.

Come le aziende possono differenziarsi in un contesto competitivo sempre più difficile come quello attuale? Quali sono le nuove variabili che rendono necessario un cambiamento nel marketing e nelle vendite?

Siamo immersi in un’economia in cui il numero dei dati generati è in costante ed esponenziale evoluzione.
L’advertising tradizionale così come l’abbiamo conosciuto non è più efficace e siamo in presenza di oltre 60 trilioni di pagine web indicizzate. Secondo IBM, il 90 per cento dei dati nel mondo di oggi è stato creato negli ultimi 2 anni. In questo ambiente complesso, le sfide che marketing e le vendite dovranno affrontare nel 2017 toccheranno i seguenti punti:

1. Contenuto: spesso i siti web aziendali presentano contenuti irrilevanti. Per questo motivo non riescono a soddisfare le linee guida per ottenere il punteggio di qualità minimo richiesto da Google per una corretta indicizzazione.
Di contro i consumatori sono sempre più informati, il che significa che le aziende devono distribuire contenuti rilevanti su tutte le piattaforme, per riuscire ad ingaggiarli emotivamente. I consumatori di oggi vogliono informazioni approfondite e le vogliono ora. Quindi i marketer devono darsi da fare per creare contenuti condivisibili, per evidenziare i prodotti e le promozioni, ma anche fornire messaggi mirati su temi rilevanti per le varie fasi di acquisto.
Alcuni Brand stanno scoprendo che i contenuti possono essere quattro volte più efficaci di una campagna di marketing tradizionale. In particolare alcune marche stanno iniziando a trattare contenuti di nicchia che poco o nulla hanno a che fare con il loro brand, per accrescere la propria autorevolezza, come Burberry con la musica o Red Bull con lo sport.

2. Geo-localizzazione: è un tema che vale per entrambe le realtà on e off-line, ossia per il mondo digitale e per quello fisico. Impatta i clienti dei negozi fisici come quelli dei negozi virtuali, poiché entrambi possono ricevere offerte e messaggi geo-localizzati sul proprio smartphone. I rivenditori possono seguire i movimenti dei clienti, tramite segnali di telefonia mobile, in prossimità del punto vendita ma anche monitorarne e tracciarne i comportamenti. Questa tecnologia seppur ancora in fase embrionale, sta iniziando a diffondersi presso un numero sempre più elevato di rivenditori grazie ad una analisi dei dati sempre più evoluta (Data Analytics).3. Servizi di Customer Experience: i nostri clienti sono e saranno sempre più connessi. Deloitte stima che lo diventeranno per il 100% del loro tempo. Questo avrà un impatto decisivo sulla Customer Experience. Le imprese avranno quindi la necessità di presidiare tutti i punti di contatto del Customer Journey. Oggi i clienti hanno moltissima scelta, McKinsey stima che il 70% dell’esperienza di acquisto di un cliente si basi sul modo in cui si sente trattato. Per questo le aziende devono sviluppare un’infrastruttura che permetta la condivisione delle conoscenze e la comunicazione intelligente delle informazioni per offrire al cliente un’esperienza olistica. La priorità numero uno delle aziende sarà quindi quella di concentrarsi nel creare la miglior Customer Experience per i propri clienti attraverso tattiche come la creazione di contenuti, programmi di fidelizzazione e Gamification per rendere l’esperienza del cliente sempre più unica e personalizzata.

4. Personalizzazione e customizzazione: per essere efficaci nel 2017, le aziende dovranno reperire il maggior numero di informazioni sui propri clienti e usarle per interagire con questi ultimi con modalità innovative su mobile, con contenuti dinamici, con nuove app, blog e sui social. I siti web aziendali non dovranno più essere statici ma social, dinamici, stimolanti e con elementi di differenziazione. Grazie a strumenti di Analytics sempre più potenti sia in ambito mobile che in ambito Retail, le aziende possono e potranno avvalersi di informazioni sempre più precise sul comportamento dei propri clienti e quindi offrire servizi proattivi e mirati.

5. Omnicanalità: molti negozi fisici stanno vivendo un periodo di crisi che vede ridurre i propri margini di guadagno anno su anno mentre la vendita online è in continua crescita grazie alla conversione di molti clienti che si avvicinano sempre di più i canali di e-commerce. Per le aziende offline è il momento di puntare sull’omnicanalità, mentre per i rivenditori che già operano online quello di strutturarsi per offrire ai clienti un’esperienza di acquisto sempre più emozionale e personalizzata.

Il primo device informatico utilizzato dagli italiani è certamente lo Smartphone. È sempre più importante essere presenti in quel canale, qual è la strategia migliore?

La fruizione dei servizi via mobile ha ormai superato quella da qualunque altro device, si tratta di un trend in continua crescita, per questo i marketer devono mettere il mobile al centro di un Customer Journey. Il Customer Journey è il percorso che tutti noi, quando agiamo in qualità di clienti, percorriamo dal primo contatto con una determinata azienda fino a quando, attraversando uno o più “punti di contatto” forniti dall’azienda stessa decidiamo di acquistare o meno. Per questo motivo sarà necessario implementare nuove strategie di Customer Journey e dotare le forze vendita di tecnologia mobile che permetta, ovunque si trovi di controllare l’inventario, effettuare ordini o fare una vendita, avere sempre a disposizione l’informazione da dare al cliente giusto nel momento giusto.

Quali strumenti possono supportare le aziende per gestire la relazione con il suo cliente?

Da anni nelle aziende si sente parlare di strumenti di CRM, più che mai nel 2017, considerando quanto sopra elencato, l’impresa che vorrà creare o mantenere attive le proprie leve competitive non potrà farne a meno. Gestire il Customer Journey con un software di CRM vuol dire avere una strategia di contatto con il cliente, analizzare il processo di acquisto e cercare di standardizzarlo con l’utilizzo di uno strumento software, sapere a che punto del processo di acquisto si trova il potenziale cliente è un’informazione essenziale per tutti i reparti aziendali:

• Marketing: raggiungere il target con i giusti contenuti per far avanzare il processo.

• Sales: definire i nextstep con il potenziale cliente e accertarsi che non vi siano criticità che blocchino l’avanzamento.

• Operation: verificare, grazie a previsioni di vendita più oculate, la capacità futura di delivery degli ordini.

I moderni CRM, oltre a tutte le funzionalità di un CRM classico quali anagrafiche, contatti, attività, gestione offerte, contratti, pipeline management, gestione servizio post vendita, etc, offrono nuove potenzialità:

– Funzionalità totalmente web based per poter esprimere il massimo delle loro performance da qualsiasi dispositivo in ufficio e in mobilità.

– Reportistica integrata per analizzare i dati che provengono dalle varie fonti di contatto con i clienti e che alimentano i canali di contatto con il mercato (social network, strumenti di mail marketing, blog, sito web, e-commerce, etc..).

Cresce sempre di più la consapevolezza del valore aggiunto della fruizione in Cloud per liberare risorse aziendali per la gestione dell’infrastruttura hardware e software a supporto.

Il 2017 sarà un anno decisivo per le aziende italiane?

Certamente si. Le sfide del 2017 saranno molte, strutturarsi per seguire al meglio i trend che ormai sono realtà, non sarà una scelta….ma un dovere per permettere a tutta l’organizzazione aziendale di cogliere tutte le opportunità di consolidamento e crescita del proprio business.

Voucher, Parolini: strumento essenziale, il parlamento ci ripensi

in Economia/Istituzioni/Lavoro/Regione by

“Il Parlamento deve necessariamente modificare il decreto di abolizione dei voucher: è irresponsabile togliere il sistema dei voucher, senza trovare alternative, per questioni di partito innescate dalla Cgil, assestando così un duro colpo al tessuto produttivo lombardo in settori chiave che richiedono maggiore flessibilità come, ad esempio, quello turistico, agricolo, del no profit o dell’assistenza familiare”. È quanto ha dichiarato stamane Mauro Parolini, assessore regionale allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, a margine della conferenza stampa “Europa che unisce, Europa che divide. Popolari, cioè alternativi a burocrati e populisti”, organizzata, a Milano, da Lombardia Popolare.

“È una decisione che ricade sulla testa delle piccole imprese, delle famiglie e dei lavoratori, soprattutto – ha sottolineato Parolini – quelli più giovani, deboli e precari, ai quali è garantito attraverso i voucher un contesto di legalità, assistenza ed emersione dal nero”.

“In assenza della revisione generale della materia, – ha concluso Parolini – è impensabile che la permanenza di questo strumento possa essere in balia di un esito referendario pretestuoso, ma è piuttosto necessario rimodularlo affinché sia ancora più semplice e controllabile”.

Bialetti chiude i conti del 2016 con 2,7 milioni di utile

in Alimentare/Aziende/Bialetti/Bilanci/Economia by

Chiude un altro anno positivo la Bialetti di Coccaglio, società quotata in Borsa che dà lavoro a circa 1.300 persone e che lo scorso anno ha prodotto un utile da 2,7 milioni. Il 28 aprile l’assemblea dei soci sarà chiamata ad approvare il consuntivo e a nominare il nuovo vertice, oggi guidato dall’ad Francesco Ranzoni.

Secondo quanto riportato da Bresciaoggi, il Bilancio 2016 di Bialetti si è chiuso con un fatturato consolidato in aumento del 4,3% a quota 179,8 milioni di euro (l’incremento è dell’8,5% a parità di marchi in portafoglio). L’aumento ha riguardato soprattutto le divisioni “moka e coffeemakers” (+11,5%) ed “Espresso” (+14%), mentre tiene (+0,6%) quello “cookware” e rallenta il business dei piccoli elemettrodomestici dopo la cessione di Girmi.

“Il risultato operativo lordo – si legge – si attesta a 23,8 milioni (+19,1%), l’ebit a 17,2 milioni (+24,8%), l’utile ante imposte a 8,9 milioni (era di 6,8 mln; +32%), mentre l’utile netto è pari a 2,7 milioni, in calo rispetto ai 3,5 milioni di euro del 2015. L’indebitamento finanziario netto di gruppo, a 77,3 milioni, si riduce di 4,2 milioni su base annua”.

Brixia Business Match, Api: “E’ stato un successo”

in Api/Associazioni di categoria/Economia by
Seconda edizione del BBM promosso da Apindustria in Vanvitelliano, la platea

“Un successo” – secondo quanto riferisce una nota dell’organizzazione – la seconda edizione del BBM promosso da Apindustria in Vanvitelliano. Imprenditori attenti a raccogliere le nuove opportunità offerte da Canada, Russia, Iran e Svizzera

Otto desk tematici per incontri B2B su credito, consulenza doganale e servizi tematici, focus su mercati di particolare interesse quali Canada, Russia, Iran e Svizzera. Sono stati gli ingredienti cardine di «BBM – Brixia Business Match», la manifestazione dedicata all’internazionalizzazione promossa da Apindustria Brescia che si è tenuta ieri nel Salone Vanvitelliano di Palazzo Loggia. «Un evento necessario per le piccole e medie imprese della nostra provincia – ha sottolineato il presidente di Apindustria Douglas Sivieri – tanto più in un contesto come l’attuale, nel quale gli stimoli dati dal mercato interno sono ancora insufficienti. Per questo vogliamo sostenere le nostre imprese nel processo di internazionalizzazione, dando loro la possibilità di conoscere alcuni dei mercati che offrono in questo momento grandi opportunità di crescita».

Il Canada innanzitutto, che come è stato ricordato dal console onorario a Milano Ezio Simonelli, è economia solida (il Global Finance Magazine la considera la più stabile al mondo), ha prospettive di crescita nell’ordine del 2% annuo in termini di Pil e, con il recente accordo Ceta con l’Unione Europea, è mercato ancora più aperto che offre tante opportunità. La Russia, che non è solo Mosca e San Pietroburgo, che guarda con interesse alle imprese italiane e che attende di uscire dall’embargo che in questi anni ha penalizzato inutilmente il sistema delle imprese. O l’Iran che, come sottolineato dal segretario generale della Camera di Commercio Italo-Iraniana, dopo l’accordo di Vienna sul nucleare è mercato più aperto. Il rapporto con l’Italia è privilegiato e di lunga data e se da un lato dal Golfo Persico arriva il petrolio, dall’altro le numerose forniture italiane hanno bisogno di ricambi e manutenzione. Non solo, l’Iran è anche Paese che sta cercando di fare un salto tecnologico e tra gli obiettivi del prossimo quinquennio si è posto anche quello degli avanzamenti in campo scientifico e la promozione delle eccellenze culturali. Iran come nuovo Eldorado? È possibile, ma soprattutto in questa fase il fai-da-te è pieno di rischi, è opportuno selezionare bene le controparti ed essere impegnati su più fronti, in ragione di un quadro normativo in mutamento.

Seconda edizione del BBM promosso da Apindustria in Vanvitelliano, i relatori
Seconda edizione del BBM promosso da Apindustria in Vanvitelliano, i relatori

A completare i focus di approfondimento l’assessore regionale allo sviluppo economico Mauro Parolini, il quale ha illustrato gli strumenti messi in campo dalla Regione a sostegno delle imprese, e Giovanni Pirovano del Comitato di presidenza ABI e vice presidente di Banca Mediolanum, il quale ha fatto il punto sulla situazione del credito alle imprese. Problema, questo, non da poco. «BBM è sempre un’occasione preziosa di conoscenza – afferma il presidente di Apindustria Douglas Sivieri -, il modo secondo noi migliore per aiutare le piccole e le medie imprese ad aprirsi verso nuovi mercati».

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