Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

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febbraio 2017

Darfo, il 7 aprile torna la fiera campionaria Exponiamo

in Economia/Evidenza/Fiere/Valcamonica/Zone by

Il 7-8-9 Aprile 2017 la quarta edizione di “Exponiamo – Fiera Campionaria della Valle Camonica e del Sebino”. L’evento espositivo si svolgerà nel Complesso Ex Cash & Carry, nella zona industriale di Boario Terme (BS), e sarà suddivisa in settori mercologici:
– EDILIZA, CASE tradizionali e in legno, risparmio energetico fotovoltaico e solare termico, geotermico, scale, serramenti, porte e basculanti, ceramiche, bagno e pavimenti, impermeabilizzazioni, automazioni, impiantistica, condizionamento, riscaldamento, agenzie immobiliari.
– ARREDAMENTO e COMPLEMENTI, tende, tessile, casalinghi, accessori casa, elettrodomestici.
– GIARDINO e ATTIVITA’ ALL’APERTO, piante e fiori, piscine, mobili da giardino, sistemi di irrigazione.
– MOTORI auto, moto, accessori e servizi
– ALIMENTARI e FOOD, prodotti tipici locali, dolciumi, preparati per la ristorazione, bevande, vini, alcolici.
– INDUSTRIA e ARTIGIANATO, macchinari, prodotti e servizi, accessori, antinfortunistica, hobbistica. – SERVIZI alla PERSONA/AZIENDE, agenzie viaggio e turismo, centri estetici, sport e fitness.
– ELETTRONICA, telefonia, informatica, servizi finanziari.
– ABBIGLIAMENTO e CALZATURE, pelletteria, complementi, articoli da regalo, gioielleria, accessori moda.
– CERIMONIA, abiti, bomboniere, servizi fotografici, accessori, agenzie viaggio.
– OUTLET di prodotti e servizi.
– AREA BAMBINI e RAGAZZI, editoria, libri, giocattoli.
– AREA SPOSI, prodotti e servizi per il matrimonio.

Gli orari di apertura saranno i seguenti:

Venerdì Sabato Domenica

7 Aprile 2017 8 Aprile 2017 9 Aprile 2017

18.30-22.00 10.00-23.00 10.00-20.00

INGRESSO GRATUITO

Moda, in Lombardia un terzo del fatturato nazionale

in Commercio/Economia/Evidenza/Istituzioni/Regione/Tendenze by

“La moda lombarda vale 35 miliardi di euro, un terzo del fatturato nazionale è prodotto nella nostra regione: non solo a Milano, che alla chiusura di questa fashion week si conferma una capitale dinamica e attraente, ma in tutto il territorio, con le province di Brescia, Bergamo, Mantova, Varese, Como, Monza e Lecco, che segnano crescite nell’export vicine anche alla doppia cifra”. È quanto ha dichiarato l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, commentando l’ultimo studio di Lombardia Speciale (lombardiaspeciale.regione.lombardia.it) condotto su un’elaborazione dalla Camera di Commercio di Milano sui dati del Registro delle imprese e Istat (terzo trimestre 2016 e 2015).

ECCELLENZA INTERNAZIONALE – “Con 35mila imprese di moda in Lombardia – ha sottolineato Parolini – questo settore è uno dei più rilevanti per numero di occupati, per valore aggiunto prodotto e per gli ingenti indotti che genera nel turismo e nello shopping. E, insieme al design, rappresenta un pilastro importante dell’economia e dell’identità regionale, oltre ad essere sinonimo di eccellenza riconosciuta in tutto il mondo per innovazione e qualità”.

CONTRIBUTI PER 37 MILIONI – “Durante questa legislatura, per valorizzare ulteriormente questa eccellenza – ha spiegato l’assessore – abbiamo destinato circa 37 milioni di euro per sostenere questo settore: un impegno che ha permesso di generare investimenti per più di 50 milioni di euro ed accrescere la competitività e l’innovazione delle nostre imprese”.

IMPEGNO 2017-2018 – “Per i prossimi due anni – ha annunciato infine Parolini – investiremo altri 10 milioni di euro e continueremo a sviluppare, in collaborazione con il sistema formativo, associativo e istituzionale, interventi integrati e sussidiari con l’obiettivo di favorire la digitalizzazione, la formazione e la creatività dei giovani, la contaminazione tra settori, lo realizzazione di network di impresa e di progetti pubblico-privati “.

Ubi chiude in anticipo il Social Bond per Unibs: già raggiunti i 5 milioni di euro

in Banche/Economia/UBi by

UBI Banca procede alla chiusura anticipata del periodo di offerta del Social Bond dedicato all’Università degli Studi di Brescia –Dipartimento di Scienze Cliniche e Sperimentali, in quanto alla data del 24 Febbraio le adesioni hanno raggiunto l’ammontare massimo nominale di 5 milioni di euro.

Lo 0,50% dell’ammontare nominale collocato sarà devoluto a titolo di liberalità all’Università degli Studi di Brescia –per la realizzazione di una ricerca sperimentale intitolata “Associating tumor cells with ICG for intraoperative detection of peritoneal occult cancer seeding”, che ha per obiettivo legare cellule di tumori gastrici ad un colorante (verde di indocianina), rilevabile durante l’intervento chirurgico grazie a una telecamera a fluorescenza. Ciò consentirebbe di individuare piccoli gruppi cellulari, in particolare localizzati sul peritoneo, non visibili né in fase preoperatoria con le tecniche di imaging disponibili, né in sede intraoperatoria, al fine di migliorare la stadiazione e personalizzare l’iter terapeutico.

Stefano Kuhn – Responsabile Macro Area Territoriale Brescia e Nord Est di UBI Banca – dichiara: “Il tumore allo stomaco è una delle neoplasie più frequenti e all’interno della Provincia di Brescia la Valle Camonica è, purtroppo, una zona che attesta un’incidenza particolarmente elevata della patologia. Siamo particolarmente soddisfatti del risultato ottenuto: le richieste di sottoscrizione sono risultate molto numerose ed in pochi giorni abbiamo collocato l’intero ammontare del prestito obbligazionario. Un’operazione importante fatta per Brescia e con Brescia, che testimonia la sensibilità dei bresciani e l’impegno del nostro Istituto a sostegno di progetti di ricerca altamente significativi”.

Gian Luca Baiocchi, Professore Associato presso la Cattedra di Chirurgia Generale dell’Università degli Studi di Brescia, ha commentato “desideriamo nuovamente esprimere riconoscenza a UBI Banca per l’esito dell’iniziativa, che testimonia un solido ancoraggio al territorio bresciano e camuno. Un grazie particolare va a tutti i risparmiatori che, con il loro sostegno, hanno permesso di avviare il progetto di ricerca, dimostrando quell’attenzione e solidarietà che sono un tratto caratteristico e distintivo dei bresciani”.

Inflazione in crescita a Brescia per il quarto mese consecutivo

in Economia/Tendenze by
Inflazione in crescita

Per il quarto mese consecutivo inflazione in crescita a Brescia. Il tasso tendenziale registra infatti una
variazione pari a +1,6 (il livello più elevato registrato da marzo 2013), mentre il tasso congiunturale (variazione sul mese precedente), registra un +0,4%. Si conferma quindi una tendenza, sempre più consolidata, alla ripresa dell’inflazione.

L’analisi per tipologia di beni e servizi evidenzia come siano i prodotti a bassa frequenza di acquisto quelli ancora
interessati dalla deflazione, mentre la ripresa dei prezzi spinge le tendenza inflazionistiche dei beni a media e alta
frequenza di acquisto. Il tasso tendenziale senza la componente energetica è pari a +1,3%. Le divisioni con andamento inflativo sono: “Prodotti alimentari” (+1,7%), “Mobili, articoli e servizi per la casa” (+0,7),
Trasporti” (0,6%), “Abitazione, acqua, energia elettrica e combustibili” (+0,4), “Altri beni e servizi” (+0,2%), “Ricreazione, spettacolo, cultura” (0,2%), “Comunicazioni” (+0,1%).

Le divisioni in diminuzione è: “Bevande alcoliche e tabacchi” (-0,1%). Variazione nulla per la divisione “Abbigliamento e calzature”, “Servizi sanitari”, “Istruzione”, “Servizi ricettivi e di ristorazione”.
Indicatori di trend ancora in ripresa (il livello più elevato degli ultimi 10 anni).

tassi tendenziali di inflazione
Tassi tendenziali febbraio Brescia

A2A, 2016 ok: Mol a 1,22 miliardi, utile in crescita di 274 milioni

in A2A/Bilanci/Economia/Energia/Partecipate e controllate by

Si è riunito oggi il Consiglio di Amministrazione di A2A S.p.A. che, sotto la Presidenza del Prof. Giovanni Valotti, ha approvato i risultati del processo di impairment redatto ai sensi dello IAS 36 e svolto, come di consueto, avvalendosi del supporto di un riconosciuto professionista terzo indipendente. Il processo ha comportato svalutazioni (al lordo degli effetti fiscali) di asset, avviamenti e partecipazioni per 110 milioni di euro, nonché la ripresa a valore (al lordo degli effetti fiscali) di asset per 51 milioni di euro.

Il Consiglio ha inoltre preso visione dei risultati consolidati preliminari dell’esercizio 2016, che includono gli effetti del consolidamento per cinque mesi del nuovo gruppo acquisito LGH. I principali risultati sono di seguito riportati:

Margine Operativo Lordo (Ebitda) superiore ad 1,22 miliardi di euro, in crescita di oltre il 16% rispetto all’esercizio precedente (1,05 miliardi di euro nel 2015). Al netto di proventi non ricorrenti superiori a 100 milioni di euro e degli effetti derivanti dal primo consolidamento, per cinque mesi, di LGH (circa 32 milioni di euro) la crescita ordinaria è stata superiore al 4,5%. Tutte le Business Unit (di seguito “BU”), con l’unica eccezione della BU Reti penalizzata dalla revisione tariffaria del nuovo periodo regolatorio, hanno riportato risultati in crescita rispetto all’esercizio precedente e superiori alle aspettative di Piano 2016-2019.

Utile ante imposte, pari a circa 350 milioni di euro (76 milioni di euro nell’esercizio 2015) al netto di svalutazioni nette di asset, avviamenti, partecipazioni e ripristini di valore per 261 milioni di euro. Le svalutazioni, complessivamente pari a 312 milioni di euro, si riferiscono alla centrale di Monfalcone (202 milioni di euro a seguito di conferimento, al fair value, del ramo di azienda in A2A Energiefuture SpA, già comunicato il 29 Dicembre 2016) e del risultato dell’impairment test quale approvato dal CdA odierno. L’impairment test ha determinato la svalutazione, per 68 milioni di euro, di alcuni impianti “CCGT”, per 37 milioni di euro di alcuni avviamenti e per 5 milioni di euro di partecipazioni. Il ripristino di valore, pari a 51 milioni di euro, si riferisce esclusivamente all’ impianto di San Filippo del Mela ( 220kv) a seguito della recente ammissione al regime asimmetrico di reintegrazione dei costi per il quinquennio 2017-2021.

Investimenti, in crescita del 22% per un totale di circa 420 milioni di euro, escluso l’importo corrisposto per l’acquisto del 51% della partecipazione in LGH SpA. I maggiori incrementi si sono realizzati nella BU Ambiente (+70%) e nella BU Reti e Calore (+25%).

Posizione Finanziaria Netta a circa 3,14 miliardi di euro, in crescita di circa 240 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2015 quale risultante degli effetti dell’acquisizione e primo consolidamento di LGH (per complessivi 469 milioni di euro) e della generazione di cassa risultata positiva per circa 230 milioni di euro. Il rapporto PFN/Ebitda migliora da 2,8x a 2,6x.

“Abbiamo ottenuto un risultato molto importante che conferma il continuo miglioramento dei business aziendali, dell’efficienza operativa, della capacità di investimento e generazione di cassa – commenta l’Amministratore delegato Valerio Camerano – Un efficace mix di focalizzazione sul business, innovazione ed evoluzione della cultura manageriale aziendale sostiene la crescita dei risultati e il rafforzamento strategico”

“A fronte di scenari di mercato sfavorevoli e all’interno di un contesto sempre più competitivo, i risultati del 2016 testimoniano la capacità di A2A di innovare nella continuità – ha dichiarato Giovanni Valotti, Presidente del Gruppo – Questo conferma la validità di un cambio strategico significativo impresso all’azienda, così come rende conto dell’apporto di grande qualità assicurato dal management e da tutti i dipendenti di A2A nella gestione dell’operatività”.

Lugana Doc, un altro anno con il segno più

in Agricoltura e allevamento/Alimentare/Bilanci/Economia/Evidenza by
Il territorio del Lugana

Una sala gremita all’Agriturismo Feliciana ha approvato il 22 febbraio all’unanimità il bilancio 2016 e il previsionale 2017 del Lugana DOC, segno di un Consorzio di tutela forte e coeso, che oggi rappresenta il 90% dei produttori. Dal riconoscimento dell’erga omnes nel 2012, le adesioni hanno continuato a crescere con un trend positivo, 12 nuovi soci nel 2015, 14 nel 2016 e già altri 3 nei primi mesi del 2017, per un totale di 155 aziende rappresentate. Un ulteriore primato per un Consorzio che rappresenta un case history sotto molti profili: è fra i pochi in Italia con volumi costantemente in aumento, ha un export pari all’80% e si distingue anche per le iniziative sulla sostenibilità ambientale.

Una delle cose che stupisce i consumatori è la qualità media del nostro vino così elevata e così uniforme: tutta la DOC ha oggi altissimi livelli qualitativi – afferma il presidente Luca Formentini; ne consegue una responsabilità molto forte da parte di tutti nel mantenere la credibilità e la qualità del nostro prodotto, della sua della materia prima e quindi anche del suo territorio. Partiamo avvantaggiati dal nostro essere collocati in una delle aree più pregiate e vocate dell’intero Paese, il nostro contesto ci aiuta a trasferire una certa percezione di valore del territorio ma non dobbiamo darlo per assodato e anzi, è più che mai necessario impegnarci per proteggerlo. Ci riconosciamo nelle visioni aziendali più evolute, in cui il bilancio si compone dell’ambito economico, ambientale e sociale, e questo si traduce anche in un vantaggio competitivo sui mercati ai quali oggi si rivolge il Consorzio.”. Il consumatore infatti, soprattutto in Germania, USA e UK, ricerca e chiede la sostenibilità ambientale del prodotto.

È un consumatore che sta diventando più consapevole, e che oggi è maturo per scoprire un vino che stupisce, anche per le sue non comuni capacità evolutive, in grado di apprezzare un prodotto più ricercato. “Siamo tra i pochi che crescono in valore in un mercato stagnante e quindi paradossalmente diventiamo sempre più fragili. La nostra strategia di promozione è negli ultimi anni orientata alla ricerca di nuovi mercati e nuovi interlocutori – aggiunge Formentini – indispensabili anche per mantenere marginalità più ampie”. Fra le innumerevoli attività promozionali, presentate dal Direttore Carlo Veronese, vengono riconfermate le tradizionali e immancabili fiere di settore (Prowein, Dusseldorf, marzo; Vinitaly, Verona, aprile; London Wine Fair, Londra, maggio), crescono le collaborazioni con altri Consorzi, come il Valpolicella (eventi in California a fine aprile, a Londra, Praga e Varsavia a maggio e giugno) e si inseriscono iniziative rivolte ai nuovi influencers come i wine bloggers e i wine lovers (Wine Bloggers Conference e American Wine Society a novembre). Ma il 2017 sarà caratterizzato soprattutto dalle celebrazioni dei 50 anni della DOC; che vedranno il clou nel periodo estivo sul territorio dei 5 comuni della DOC.

 

Brescia, l’agricoltura è un mestiere da giovani

in Agricoltura e allevamento/Alimentare/Economia/Tendenze by

Il contadino è un mestiere da giovani, almeno a Brescia. E’ quanto emerge da un’analisi di Coldiretti Lombardia basata sui dati della Camera di Commercio di Milano. Secondo la rilevazione, infatti, alla Leonessa spetta il primato assoluto di aziende under 40 nel settore: ben 640. A livello regionale le aziende agricole guidate da un giovane sono circa il 3 per cento del totale. Valori incoraggianti in una regione che vanta la maggiore produzione agricola (e industriale) d’Italia.

 

 

 

Immigrati e lavoro, una domandina ai sindacati (e ai partiti)

in Ave/Aziende/Economia/Opinioni/Sindacati by

di Sandro Belli – Da anni il sindacato, con le sue graduali conquiste e le sue “vivaci” pressioni ha creato garanzie, assistenza e sicurezza per i lavoratori contribuendo alla realizzazione di un sistema di welfare complesso e protettivo di alto livello, anche se decisamente costoso. Ciò che si è venuto a creare, nei confronti di immigrati e in genere di cittadini stranieri è un po’ paradossale. Per cercar spazio nel mondo del lavoro o nelle attività commerciali o artigianali lo straniero è disposto a rinunciare a varie comodità, garanzie e protezioni (zero welfare)  riuscendo solo in tal modo a offrire beni e servizi a basso prezzo e creando indubbie difficoltà a chi è protetto ed “in regola”.

Un esempio. Nei bar di vicinato tutto costa meno nei locali gestiti da orientali, che, oltretutto sono sempre aperti, per più di dodici ore. Pare che nel retro i gestori dormano nel locale, anche se è senza finestre e molto piccolo. Ma il servizio sembra ottimo. La giovanissima cinesina (in regola?) che serve in tavola, per tutte le dodici ore sorride.

I pochi bar rimasti nella zona, gestiti da italiani, sono in piena crisi e non riescono a competere con prezzi ed orari così irraggiungibili. Le cameriere “in regola” costano molto di più: le pause, le ferie e l’orario giornaliero, la tassazione non sono confrontabili. Il sindacato che meritevolmente ha favorito negli anni il benessere, i diritti e le protezioni dei lavoratori oggigiorno non può che farsi carico di combattere contro questa insostenibile disparità. È pensabile? Non può certo respingere l’immigrato o boicottarlo!

È sicuramente consapevole che facendo pressione per portare lo straniero ad essere pienamente “in regola” alzerebbe a tal punto il suo costo o il costo dei suoi prodotti che  ne determinerebbe l’ uscita dal mercato. Diminuire le garanzie sindacali e, conseguentemente, il costo del lavoratore italiano per ristabilire un equilibrio, non è pensabile. Tollerare il lavoro in nero degli stranieri, l’evasione  o le gravi mancanze di sicurezza o igiene oggi largamente presenti non è accettabile.

Brescia e la sua provincia non sono affatto diverse dalle altre zone d ‘Italia. La insostenibile competitività sta diventando esplosiva e genera reazioni anche violente sopratutto nelle aree dove la crisi è più grave, sia nel settore dell’artigianato e delle piccole attività industriali ed agricole, sia nel lavoro dipendente. La politica ondivaga per natura, non riesce ad esprimere comportamenti coerenti e costanti.  Che fare?

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Welfare, cresce il privato. A Brescia le imprese sono 1.300

in Economia/Solidarietà/Tendenze by

Cresce il welfare privato in Lombardia: sono 11 mila le imprese del settore e crescono del + 4% in un anno e di +14,4% in cinque, secondo un’elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati del registro delle imprese 2016, 2015 e 2011. Ancora più forte la crescita degli addetti: +8% dal 2015 e + 28% dal 2011. Oggi sono 180 mila impegnati nel settore, 13 mila in più in un anno e 40 mila in più nel quinquennio. Più ampio il settore dell’istruzione con quasi 5 mila imprese, poi l’assistenza sanitaria e quella sociale con 3 mila ciascuno, le organizzazioni associative, circa 600. La Lombardia concentra una impresa italiana su cinque del settore e un addetto su quattro.

A Milano il settore cresce in un anno del + 4% per imprese e del + 6% per addetti. Sono quasi 5 mila le imprese e 67 mila gli addetti. Lo sprint milanese supera la crescita nazionale in cinque anni per addetti (+43% rispetto a + 25%) ed è alla pari per la crescita di imprese (+ 16%). Milano in un anno ha 4 mila addetti in più e 20 mila in più in cinque anni.

In Lombardia prime Milano, Brescia, Varese, Bergamo e Monza. A Milano ci sono quasi 5 mila imprese e 67 mila addetti, a Brescia, Varese, Bergamo e Monza circa mille imprese, a Como quasi settecento. Oltre 20 mila gli addetti a Bergamo e Brescia, oltre 10 mila a Varese e Monza.

In Italia prime Roma, Milano e Napoli. Il settore concentra 65 mila imprese (+4% in un  anno e + 16% in cinque) e quasi 800 mila addetti (+9% e + 25%).Sono 60 mila gli addetti in più in un anno e oltre 150 mila nel quinquennio. Prima Roma con quasi 6 mila imprese sociali e 79 mila addetti. A Milano quasi 5 mila le imprese e 67 mila gli addetti. A Napoli 4 mila imprese e 29 mila addetti. Poi ci sono per imprese Torino, Palermo, Bari, Catania e per addetti Torino, Bergamo e Brescia.

 

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Credito alle aziende bresciane in calo del 5,9%. Massetti: invertire la rotta

in Associazioni di categoria/Banche/Confartigianato/Economia/Eugenio Massetti/Personaggi by

Erogazione di credito bancario ancora in calo nel 2016 per le piccole imprese della provincia di Brescia, come per quelle del resto della Lombardia. E a risentirne di più sono soprattutto i “piccoli” dell’artigianato. Più facile ottenerlo per le grandi imprese, sempre meno per le piccole. Così nel 2016 i soldi prestati alle imprese artigiane della provincia di Brescia sono diminuiti ulteriormente del 5,9% rispetto all’anno precedente. A livello regionale il dato si attesta a -4,9% e va peggio di Brescia solo a Como (-6,4%) e a Pavia (-6%). Lo rileva uno studio realizzato dall’Osservatorio di Confartigianato nel quale si evidenzia come a Brescia, ma non solo, il credito sia in continua diminuzione ormai dal 2014 con la punta negativa proprio nel settembre 2016.

«In provincia di Brescia le imprese artigiane sono oltre 35mila e costituiscono il vero tessuto produttivo del nostro territorio, eppure il denaro per i piccoli imprenditori continua ad essere scarso e costoso. Si bloccano così sviluppo e investimenti, rallentando ulteriormente un sistema produttivo già segnato dalla crisi e che fatica a recuperare il terreno perduto» commenta il presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia Eugenio Massetti. E non solo alle piccole imprese arrivano meno prestiti, ma anche a costi superiori: in Lombardia il tasso medio per le grandi aziende è del 4,11%, mentre per le attività artigiane è del 7,4%. in ogni caso a fine settembre lo stock di credito dedicato agli artigiani di Brescia ammontava a 1.851 milioni di euro (ovvero il 5,8% del totale del credito erogato sul totale delle imprese), in calo di 116 milioni di euro (-5,9% in un anno) e assorbendo a livello territoriale, questo sì dato d’orgoglio, ben il 19,6% dei prestiti totali dell’artigianato lombardo. A livello nazionale, a novembre 2016, i prestiti alle imprese medio-grandi risultavano in aumento del 0,4% mentre i prestiti alle imprese con meno di 20 dipendenti in flessione del 2% e per quelle fino a 5 addetti in calo dell’1%. In Italia, negli ultimi 5 anni (settembre 2011-settembre 2016) i prestiti all’artigianato si sono ridotti complessivamente di un quarto (-24,8%), pari a 14,1 miliardi di euro in meno, calo quasi doppio rispetto a quello del totale delle imprese (-13,9%).

«Bisogna credere di più nell’artigianato e nel valore che genera. Invertire la rotta e farlo con i fatti. Sappiamo che il credito è il carburante indispensabile per un’impresa e per questo motivo, grazie alla nostra cooperativa artigiana di Garanzia e al consorzio regionale Confidi Systema ci poniamo come autorevoli mediatori fra gli imprenditori e le banche facilitando l’accesso al credito e ottenendo tassi e condizioni vantaggiose per i nostri associati. Anche le banche diano più attenzione alle piccole imprese artigiane, per le quali le sofferenze sono calate e che nel lungo periodo danno un ritorno superiore» conclude il presidente Massetti.

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