Magazine di informazione economica di Brescia e Provincia

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novembre 2016

Daniela Grandi confermata alla Presidenza del Settore Industrie estrattive Aib

in Ambiente/Cave e discariche/Economia/Evidenza/Nomine by

Daniela Grandi (Gabeca) è stata confermata Presidente del Settore Industrie estrattive, Materiali da costruzione, Legno di Associazione Industriale Bresciana per il periodo 2016-2020. Nel corso dell’assemblea per il rinnovo del Consiglio di Settore, Corrado Gatti (Gruppo Gatti), è stato inoltre nominato Vice Presidente. Consiglieri sono: Roberta Alberti (Terreni & Coa), Massimo Bettoni (Bettoni), Tommaso Brognoli (Recover), Davide Carli (Consorzio Cavatori Marmo Bacino della Valle di Nuvolera), Cesare Facchetti (Sole Immomec), Ombretta Gatti (Cave Gatti), Enrica Lorandi (Consorzio Cavatori Marmo Bacino della Valle di Nuvolera), Valentina Mascarini (Mascarini), Massimo Mombelli (Esse Emme), Oscar Moreni (Moreni Raffaele & C.), Massimo Panni (Panni), Enrico Portesi (Eredi Ventura Andrea), Alessandro Romano (Dolomite Franchi), Gianmario Scalvini (P.G.S. Asfalti), Cristina Vezzola (Vezzola).

L’OPINIONE: Rinnovo contratto meccanici, un passo nella direzione giusta

in A2A/Economia/Opinioni/Partecipate e controllate by

di Fabio Astori* – Dopo un anno di trattative si è giunti infine alla sottoscrizione di un’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto nazionale del settore metalmeccanico.
E’ un accordo unitario, sottoscritto da tutte le organizzazioni sindacali, e questo è già un valore in sé, per nulla scontato dopo due rinnovi senza la firma della Fiom – CGIL.
Non solo un valore politico, ma anche e soprattutto pratico, di una ritrovata unità di intenti e di azione da cui ci attendiamo risultati immediati nella quotidiana gestione delle attività aziendali, che richiedono oggi come mai quel clima di collaborazione cui anche il sindacato deve e può concorrere.
La vertenza è stata lunga e complessa, ci sono stati anche momenti conflittuali, cosa del resto inevitabile di fronte alla richiesta di Federmeccanica di un vero “rinnovamento” culturale e contrattuale, di un cambiamento sostanziale anche nelle relazioni industriali per rispondere alle mutate esigenze delle imprese di fronte alla crisi e alla competizione globale.
Vediamo con favore la chiarezza della posizione assunta dalle parti in materia di contrattazione aziendale, inequivocabilmente variabile, legata ai risultati aziendali conseguiti e pertanto destinata a distribuire solo la ricchezza effettivamente prodotta.
Nel quadro di una sempre maggior valorizzazione dei rapporti con i nostri dipendenti, l’attenzione alle risorse umane è un pilastro importante di questo rinnovo: gli investimenti in welfare e formazione ne sono la testimonianza e confermano, insieme a temi importanti quali la sicurezza sul lavoro e le politiche attive, la svolta che l’ipotesi di contratto appena siglata rappresenta.
Da non sottovalutare anche le ricadute positive del meccanismo di riconoscimento dell’inflazione ex post (anziché ex ante), con conseguente allineamento dei minimi contrattuali. Il modello tradizionale non era più sostenibile: per effetto di continui scostamenti tra inflazione prevista (quella su cui erano calcolati gli incrementi salariali) e inflazione reale, le retribuzioni tra il 2007 e il 2015 sono cresciute il doppio rispetto al costo della vita, mentre nello stesso periodo la produzione metalmeccanica è diminuita del 30% e il costo del lavoro per unità di prodotto è cresciuto del 22%.
Sono tutti elementi di novità sui quali Brescia si è spesa molto a livello locale, ma anche nazionale, che convergono in un’unica direzione: quella dell’aziendalizzazione del nostro sistema contrattuale, per avere più contrattazione aziendale e meno nazionale, più innovazione e meno ideologia.
Questo rinnovo, pur non realizzando pienamente quegli obiettivi di rinnovamento di cui le imprese hanno urgente bisogno, può considerarsi nel complesso un primo importante passo nella giusta direzione.
La strada da fare è ancora lunga perché possa dirsi marginale la parte retributiva del contratto nazionale e prevalenti le risorse da gestire nello scambio tra salario e produttività in azienda, ma un ulteriore passo avanti potrà essere realizzato  nell’imminente confronto sulla riforma degli assetti contrattuali tra Confindustria e Cgil, Cisl e Uil. Perché ciò accada, AIB ha già iniziato a far sentire la propria voce.
* Vice Presidente Relazioni Industriali AIB

Banca Valsabbina, giovedì a Gavardo si riunisce il Comitato ribelle

in Banche/Economia/Evidenza/Valsabbia/Valsabbina/Zone by

Il Comitato Soci di Banca Valsabbina ha programmato per giovedì 1 dicembre 2016 – alle 20.30, nell’Auditorium Comunale di Gavardo di via Quarena 8 (vicinanze del municipio) – una riunione aperta alla libera partecipazione degli azionisti interessati “ad un confronto costruttivo e propositivo sul futuro della Banca e sul valore delle azioni acquistate dai risparmiatori”.

A novembre torna a crescere l’inflazione a Brescia

in Economia/Tendenze by

Prosegue l’andamento ondivago degli indici dei prezzi, che alternano fasi deflattive e fasi inflattive. A novembre
torna a crescere l’inflazione. Il tasso tendenziale registra infatti una variazione pari a +0,2, e il tasso congiunturale
(variazione sul mese precedente) registra un +0,1%. Non accadeva da dicembre 2015 che tendenziale, e congiunturale facessero registrare entrambe segno positivo. Si registra quindi nuovamente una tendenza, sia pur lieve, all’inflazione.

L’analisi per tipologia di beni e servizi, evidenzia come restino solo i prodotti a media frequenza di acquisto quelli ancora interessati dalla deflazione, ancora una volta a causa della componente energetica, ma anche le altre componenti vedono un calo delle tendenze inflazionistiche. Il tasso tendenziale senza la componente energetica è pari a +0,3%. Le divisioni con andamento inflativo sono “Altri beni e servizi” (+0,8%), “Prodotti alimentari” (+0,3%), “Istruzione” (+0,3%), “Servizi sanitari” (+0,2%) e “Abitazione, acqua, energia elettrica e combustibili” (+0,1%). Le divisioni in diminuzione sono: “Comunicazioni” (-0,9%), “Trasporti” (-0,5%), “Ricreazione, spettacolo, cultura” (-0,2%) e “Mobili, articoli e servizi per la casa” (-0,1%). Variazione nulla per “Bevande alcoliche e tabacchi”, “Abbigliamento e calzature” e “Servizi ricettivi e di ristorazione”.

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Teleriscaldamento, dalla Banca europea per gli investimenti 50 milioni ad A2A

in A2A/Banche/Economia/Energia/Evidenza/Partecipate e controllate by

La Banca europea per gli investimenti (BEI) e A2A hanno sottoscritto un contratto di finanziamento per 50 milioni di Euro, con una durata di 15 anni, per la realizzazione di investimenti relativi ai servizi di teleriscaldamento.

Lo scopo del programma di investimenti è l’ampliamento, lo sviluppo e l’ottimizzazione della rete di teleriscaldamento nelle aree metropolitane di Milano, Bergamo e Brescia, nonché la realizzazione di investimenti di efficienza energetica.

L’accordo sottoscritto costituisce un ulteriore consolidamento delle relazioni tra il Gruppo A2A e la BEI e consente alla Società di allungare la durata media del proprio indebitamento a condizioni molto competitive.

La Banca europea per gli investimenti (BEI) è l’istituzione finanziaria di lungo termine dell’Unione europea i cui azionisti sono gli stessi Stati membri. Il suo compito è erogare finanziamenti sul lungo termine per progetti validi al fine di contribuire agli obiettivi politici dell’UE.

Referendum, Coldiretti si schiera: speriamo nel sì al nuovo impianto costituzionale

in Agricoltura e allevamento/Economia/Istituzioni by

Fa discutere l’ultima mail inviata da Coldiretti ai propri associati, che – tra le righe – dà la propria benedizione alla riforma costituzionale che domenica sarà al vaglio degli elettori. Nella breve mail, infatti, il presidente nazionale Moncalvo (ricordiamo che uno dei suoi vice è il bresciano Ettore Prandini) cita i risultati raggiunti: “ragguardevoli sia sotto il profilo delle quantità, che dal punto di vista dei grandi spartiacque normativi messi in campo dal Governo”. Quindi l’endorsement: “Noi desideriamo che questa impronta legata alla velocità, alla certezza sui tempi, alla responsabilità trovi una conferma anche grazie al possibile nuovo impianto Costituzionale a disposizione del Paese, per una forte spinta alla competitività delle nostre imprese, ed anche per la centralità che si sta dando al tema dell’agroalimentare e dell’internazionalizzazione. Non accadeva da decenni. E finalmente è accaduto!”. Insomma: votate sì al referendum. E la polemica è in arrivo.

Il bresciano Franco Berardi eletto segretario regionale della Funzione pubblica Cisl

in Cisl/Economia/Evidenza/Sindacati by

Franco Berardi è il nuovo segretario regionale della Cisl Funzione Pubblica. Lo ha eletto questa mattina a Milano il Consiglio generale della federazione sindacale. 54 anni, dipendente dell’Asl di Brescia, delegato sindacale dal 1998, Berardi è entrato nel gruppo di lavoro della Cisl Fp bresciana nel 2008. Chiamato alla guida della federazione provinciale nel 2012, dall’anno successivo ha fatto parte anche della Segreteria regionale della categoria. Subentra ad un altro bresciano, Antonio Tira, che ha ricoperto l’incarico negli cinque anni.

In Lombardia sono oltre 350mila i lavoratori della sanità pubblica e privata, dei Comuni, della Regione, degli enti dello Stato, ministeri, enti pubblici non economici, delle strutture dedicate all’assistenza di minori, anziani e disabili.

Ringraziando per la fiducia ricevuta, Berardi ha affermato che “l’impegno prioritario della nuova Segreteria continuerà ad essere quello di chiedere con forza che riforme e riorganizzazioni partano da un’analisi rigorosa dei costi standard e dei parametri di rapporto tra numero dei dipendenti pubblici e abitanti”.

Continuità e rinnovamento sono le parole sulle quali il nuovo segretario ha insistito, e poi solidarietà, responsabilità etica, coinvolgimento, contrattazione: “Il mio riferimento – ha concluso Berardi – saranno le parole che il Papa ha utilizzato nell’incontro con i politici : Fatevi amare dalle persone che rappresentate e non promettete cose impossibili”.

La Segreteria regionale è stata completata con l’elezione di Antonio Cassinari, Mauro Ongaro e Laura Olivi.

Mercato immobiliare, ecco le tendenze per i B&B

in Economia/Evidenza/Tendenze/Turismo by

Negli ultimi anni il B&B è stato scelto da numerosi turisti per soggiornare durante le vacanze e non solo. Secondo l’ultimo dato pubblicato dall’Istat il numero dei B&B in Italia si mantiene sulle 25.000 unità e dal report 2016 realizzato dal portale “Bed and Breakfast” è emerso che chi apre un B&B lo fa tanto per “incrementare le entrate familiari”, quanto per pura passione e per il piacere di accogliere ospiti da tutto il mondo. Si afferma come diversi disoccupati siano riusciti ad affrontare il periodo di crisi mettendo a reddito una proprietà, altri hanno abbandonato il loro lavoro e iniziato ad intraprendere l’attività di Bed and Breakfast per rimanere più vicino a figli o genitori.

L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha analizzato questo mercato in alcune delle principali città italiane.

ROMA

Nella capitale c’è chi investe nell’immobiliare ricercando degli immobili da poter adibire a B&B. Si prediligono le soluzioni da ristrutturare per poterle personalizzare in base alla camere da ricavare. Via Cassiodoro, via Tacito e via Cavour sono le zone maggiormente apprezzate dove si concentrano prevalentemente palazzi di stile umbertino. Le quotazioni per una soluzione da ristrutturare sono di 6000-7000 € al mq. Interessa anche la zona di San Giovanni in Laterano dove si sono realizzate sia compravendite di immobili da destinare a casa vacanza sia di B&B, dal momento che la zona sorge a ridosso del Colosseo e si presta ad affitti turistici. Con la finalità di investimento si scelgono prevalentemente bilocali e trilocali (un trilocale si affitta intorno a 700-900 € al mese). Un bilocale si affitta intorno a 100-120 € al giorno.

NAPOLI

Chi vuole avviare un’attività con finalità turistico ricettive nel capoluogo campano ricerca trilocali e quattro locali per lo più in centro, dove un lieve aumento dei valori ha interessato la zona del Duomo. Anche in zona via Toledo e quartieri spagnoli la domanda è molto vivace in questa prima parte del 2016. Ad alimentarla sia  acquirenti di prima casa e sia coloro che vogliono avviare attività di B&B. Chi compra per realizzare un B&B si focalizza in genere su tipologie ampie completamente da ristrutturare: la spesa minima parte da 200-230 mila €. Altra zona che registra una domanda di immobili in affitto per questo tipo di attività  è Montesanto, dove si trovano sia soluzioni eterogenee: da quelle medio signorili, alle abitazioni popolari, alle tipoligie più recenti.

BARI

Nel capoluogo pugliese è Il Borgo Antico ad essere scelto da coloro che effettuano un investimento, anche allo scopo di avviare un B&B, che talvolta proviene da genitori che acquistano per garantire una rendita ai propri figli: per questa finalità il budget oscilla tra 80 e 100 mila € e viene impiegato su case cielo-terra di tre piani da ristrutturare.

VERONA

Attivo il mercato immobiliare nel Centro storico della città. La domanda proviene sia da coloro che cercano l’abitazione principale sia da investitori intenzionati a mettere a reddito oppure ad avviare attività di B&B e affittacamere. Con questa finalità ci si orienta prevalentemente su soluzioni ubicate nei pressi delle location più interessanti dal punto di vista turistico, soprattutto piazza Duomo e piazza Erbe. Si riscontrano difficoltà per gli immobili dalla metratura superiore a 180 mq.

FIRENZE

Nel primo semestre dell’anno nell’area centrale della città, in particolare in zona Centro-Santa Croce, la domanda è in crescita grazie alle richieste di acquisto da parte di investitori in cerca di abitazioni da adibire ad affittacamere e B&B. Si desiderano metrature comprese tra 50 e 70 mq, con una o due camere da letto e dal valore compreso mediamente tra 200 e 300 mila €. L’affitto giornaliero a turisti è mediamente di 130-150 € per quanto riguarda un bilocale (una camera da letto, soggiorno e angolo cottura). I rendimenti sono alti, anche perché si riesce ad affittare per circa l’80% dei giorni dell’anno. Nella macroarea Poggio Imperiale-Bandino sul mercato delle locazioni si registra una bassa offerta di immobili in affitto (dal momento che molti proprietari si stanno indirizzando all’affitto di casa vacanza o B&B soprattutto nelle zone più vicine alle aree centrali) ed una domanda elevata, grazie anche alla presenza della Scuola Americana.

TORINO

Nella città della Mole, in particolare nell’area Collina, sta crescendo il mercato degli investitori, che si divide tra coloro che acquistano bilocali in città da affittare e chi si orienta in collina dove può trovare tipologie con ampio terreno, grandi ville o rustici da ristrutturare, per avviare B&B o affittacamere. Piace sempre l’area compresa tra via Crimea, piazza della Gran Madre di Dio e piazza Hermada: l’edilizia consiste in piccoli condomini, palazzine e case indipendenti quasi tutte d’epoca, i prezzi medi oscillano tra 3500 e 4000 € al mq, arrivano 4500 € al mq per le abitazioni particolarmente prestigiose e raggiungono top prices di almeno 5000 € al mq nelle vie Crimea, Moncalvo e Bezzeca. Grazie ai facili collegamenti verso il centro della città e alla sua panoramicità, è apprezzata anche Lomellina-Borgo Po, che si sviluppa nella fascia pre-collinare e ospita tipologie di primi anni del ‘900 che hanno prezzi medi di 3500 € al mq.

Tre nuovi punti Inps in Valcamonica

in Economia/Evidenza/Lavoro/Uncategorized by

Da dicembre 2016 si darà avvio nei Centri per l’Impiego di Edolo, Breno e Darfo Boario Terme ai Punti Cliente di Servizio INPS (PCS), ossia sportelli che garantiscono servizi INPS di prima accoglienza e servizi a ciclo chiuso che erogano, secondo logiche di “tempo reale”, quei prodotti e servizi che hanno un impatto immediato sul bisogno dell’utente.

Viene così data attuazione alla Convenzione stipulata tra la Provincia di Brescia e la Direzione Regionale dell’INPS e diventano operativi tre nuovi Punti Cliente di Servizio INPS presso i quali sarà possibile ottenere:

– Estratto contributivo (visualizzazione e stampa del certificato che riporta, suddivisi per anno, i dati contributivi registrati negli archivi dell’INPS);

– Pagamenti prestazioni (visualizzazione e stampa dell’estratto che riporta il dettaglio di ciascun pagamento che l’INPS ha erogato al cittadino);

– Domus (visualizzazione dello stato delle pratiche richieste all’INPS);

– Duplicato CU (visualizzazione e stampa del modello di certificazione – ex CUD – per tutti i pensionati iscritti INPS e per gli assicurati che hanno percepito prestazioni a sostegno del reddito dall’INPS);

– Duplicato ObisM (visualizzazione e stampa del documento che l’INPS invia ai pensionati ad inizio anno dove vengono riportati gli importi delle rate di pensione che verranno percepite durante l’anno).

I tre Punti Cliente di Servizio permetteranno inoltre di agevolare l’interlocuzione diretta con l’Istituto attraverso:

– La prenotazione di appuntamenti;

– La formulazione di quesiti.

I servizi elencati saranno forniti dal personale dei centri per l’impiego al cittadino richiedente (o suo delegato) che si recherà direttamente presso i tre Centri per l’Impiego della Valle Camonica tutti i giorni dal Lunedì al Venerdì dalle 8.30 alle 13.30.

La collaborazione prevede altresì una formazione ad hoc da parte del personale esperto dell’Istituto e la consultazione diretta da parte del personale dei Centri per l’impiego delle banche dati dell’INPS necessarie all’erogazione dei servizi informativi immediati al cittadino utente.

“In uno scenario di contrazione di risorse disponibili sia umane che economiche – hanno dichiarato il Presidente Pier Luigi Mottinelli, il Direttore Regionale INPS Antonio Pone e il Direttore Provinciale INPS Alessandro Casile – la sinergia di due importanti Pubbliche Amministrazioni, INPS e Provincia di Brescia, consentirà di incrementare l’accessibilità ai servizi e la prossimità al cittadino utente, per garantire qualità del servizio e risposte concrete in un’area disagiata, per le criticità che presentano i territori montani”.

Nella Valle opera dal 1982 l’Agenzia Territoriale INPS di Breno.

Lombardia, in arrivo un maxibando da 300 milioni di euro per sostenere gli investimenti

in Bandi/Economia by

“È l’intervento più importate della legislatura dedicato alla crescita delle imprese, un piano anti crisi dal valore di 300 milioni di euro per sostenere investimenti strategici come l’acquisto di macchinari ed immobili o per interventi strutturali e di riconversione e rilancio delle aree produttive”. Così Mauro Parolini, assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, annunciando stamane l’approvazione da parte della Giunta, su sua proposta, della misura “AL VIA, agevolazioni lombarde per la valorizzazione degli investimenti aziendali”.

MISURA UNICA IN ITALIA – “AL VIA ha caratteristiche uniche, in quanto – ha spiegato l’assessore – non esiste in Italia un intervento simile così significativo in grado di offrire un mix di finanziamenti agevolati, garanzia gratuita a carico di Regione Lombardia e contributi a fondo perduto a sostegno degli investimenti”.

IMPEGNO REGIONE PER OLTRE 800 MILIONI – “Il nostro obiettivo – ha aggiunto Parolini – è quello di rilanciare in modo sussidiario il sistema produttivo ed accrescere la competitività delle imprese lombarde in un momento in cui si intravedono timidi segnali di crescita che stiamo amplificando e valorizzando dentro un piano complessivo di sostegno all’impresa. A questa misura si aggiungono infatti quelle per le startup, per il sostegno della filiera dell’edilizia hi-tech, della moda e del design o, ad esempio, quelle dedicate al sostegno al credito e all’export per un impegno complessivo di oltre 800 milioni di euro”.

2017, ANNO FAVOREVOLE PER RILANCIO IMPRESE – “Siamo inoltre già al lavoro – ha sottolineato l’assessore, insieme ai rappresentati dei settori produttivi, per seguire da vicino lo sviluppo del sistema lombardo su Manifattura 4.0 con l’obiettivo di integrare in modo virtuoso i nostri incentivi e i programmi di sostegno al credito con gli aspetti positivi di natura fiscale contenuti nel piano dello Stato. Sono certo che anche grazie all’impegno di Regione Lombardia il 2017 può diventare un anno favorevole per il rilancio delle nostre imprese”.

AERA EXPO E AREE DI CRISI – “AL VIA – ha concluso Parolini – presenta anche delle specifiche premialità aggiuntive, in particolare abbiamo deciso di prevedere contributi in conto capitale a fondo perduto fino al 15% delle spese ammissibili per i progetti di riconversione dell’area Expo, proprio per fare in modo che questo luogo possa sviluppare la propria vocazione di catalizzatore di produzioni innovative. Sono inoltre previsti 3 milioni di euro come riserva di risorse per imprese dei Comuni del sistema locale del lavoro di Sannazzaro de’ Burgondi e di quelli degli SLL di Stradella, in provincia di Pavia, e Sondrio, esclusi dagli interventi previsti per le aree di crisi industriale non complessa”.

SCHEDA

RISORSE – 75 milioni di euro da fondi europei POR FESR 2014-20 e 220 milioni, di cui110 milioni da Finlombarda (risorse BEI, Banca Europea di Investimento) e 110 milioni da intermediari finanziari convenzionati.

SOGGETTI BENEFICIARI – PMI

SPESE AMMISSIBILI – La misura prevede due linee d’intervento. Linea Sviluppo aziendale dedicata agli investimenti per piani di sviluppo aziendale (spese per acquisto macchinari, impianti specifici e attrezzature, arredi nuovi di fabbrica necessari per il conseguimento delle finalità produttive; sistemi gestionali integrati; acquisizione di marchi, di brevetti e di licenze di produzione; opere murarie, opere di bonifica, impiantistica); Linea Rilancio aree produttive per interventi finalizzati alla riqualificazione e/o riconversione di aree produttive, ivi compreso l’acquisto di immobili.

RISERVE PER AREE DI CRISI –  Sono previsti 1.250.000 di euro quale riserva di risorse per l’Area interna Valchiavenna e 3 milioni da dedicare complessivamente alle imprese dei Comuni del sistema locale del lavoro (SLL) di Sannazzaro de’ Burgondi e nei Comuni dei SLL di Stradella e Sondrio, esclusi dagli interventi previsti per le aree di crisi industriale non complessa.

TRE TIPOLOGIE DI INTERVENTO:

  1. FINANZIAMENTO – L’importo previsto è tra un minimo di € 50.000 e un massimo di € 2.850.000 con un tasso di interesse pari alla media ponderata dei tassi applicati alle risorse finanziarie messe a disposizione da Finlombarda (BEI) e dagli intermediari convenzionati. La durata è compresa tra un minimo di 3 anni e un massimo di 6 anni incluso l’eventuale preammortamento, mentre la modalità di erogazione prevede la possibilità di anticipazione dal 20% fino al 70% del finanziamento concesso alla sottoscrizione del contratto
  2. GARANZIA – La garanzia regionale (a costo zero) coprirà a prima richiesta fino al 70% dell’importo di ogni singolo finanziamento. Il Fondo di garanzia opererà con una leva del 25% sui finanziamenti garantiti.
  3. CONTRIBUTO IN CONTO CAPITALE A FONDO PERDUTO – Linea sviluppo aziendale: fino al 10% delle spese ammissibili – 15% nel caso di premialità (programmi di riconversione ‘area Expo’, investimenti incentivanti in modelli di Manifattura 4.0, capacità aggregativa, certificazione
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